Codice Amministrazione Digitale (CAD)

In breve

Dobbiamo iniziare a scrivere meno leggi e più software [meno codici e più codice] e, soprattutto, bisogna fare in modo che nelle leggi – generali e astratte per definizione – vengano scritti solo principi capaci di resistere al tempo e incapaci di imbrigliare innovazione e tecnologie del passato.

E questo è vero soprattutto quando si tratta di innovazione, tecnologia e digitale che si tratti di regole destinate a trovare applicazione nel pubblico come nel privato.

È una convinzione alla quale abbiamo provato a iniziare a dare attuazione - assieme all’ufficio legislativo del Ministero per la Funzione Pubblica - lavorando al Decreto correttivo del Codice dell’amministrazione digitale pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 gennaio 2018.

Siamo, però, solo all’inizio perché le leggi sono più facili da scrivere che da attuare.

Le regole, quelle di dettaglio, vanno tradotte in bit, mentre le convenzioni per lo scambio dei dati tra amministrazioni in API, i procedimenti amministrativi nei quali l’attività discrezionale dell’amministrazione è assente o modesta, vanno trasformati in processi machine to machine più efficaci e più democratici.

Ora è il momento di dare forma e sostanza ai principi, alle regole e a tante grandi ambizioni.

Nei prossimi mesi alcune delle novità introdotte con il decreto correttivo del Codice per l’amministrazione digitale dovrebbero diventare realtà: il domicilio digitale, il difensore civico digitale e le nuove soluzioni per firmare e/o formare un documento in forma digitale in modo che, in Tribunale, valga quanto i vecchi contratti firmati sulla carta con l’inchiostro.

Qui sotto i vantaggi per i cittadini e per le imprese attese dalle principali novità.

Vantaggi per i cittadini

Il domicilio digitale, consentirà, a tutti i cittadini di “dichiarare” - semplicemente accedendo a un’apposita piattaforma online e identificandosi attraverso SPID - di voler ricevere tutta la corrispondenza avente valore legale in forma digitale e presso un indirizzo di posta elettronica certificata o un indirizzo di c.d. recapito qualificato EIDAS. A seguito dell’elezione del domicilio digitale le amministrazioni saranno obbligate a utilizzare eslcusivamente questo indirizzo mentre i privati potranno utilizzarlo. Questo significa niente più raccomandate di carta, niente più fila alle poste per ritirarle e, soprattutto, tanto ma tanto più ordine nell’archiviazione dei documenti più importanti che non si accumuleranno più sulle nostre scrivanie.

Il difensore civico digitale che verrà istituito presso l’AgID rappresenterà l’ufficio al quale cittadini e imprese, attraverso una semplice mail o un messaggio sull’apposita piattaforma potranno scrivere per chiedere aiuto nel determinare un’amministrazione a rispettare i loro diritti di cittadinanza digitale ovvero quelli loro riconosciuti nel CAD. Niente più marche da bollo, avvocati o Giudici o, almeno, non subito. A superare le resistenze delle amministrazioni ci penserà il difensore civico digitale o, almeno, ci proverà. E lo farà a colpi di moral suasion. Niente sanzioni, niente provvedimenti con timbri e stamponi.

Il decreto correttivo del codice dell’amministrazione digitale ha previsto che per formare un documento digitale con l’ambizione che in Tribunale valga quanto una scrittura privata non sarà più necessaria per forza una firma digitale o una firma elettronica avanzata, strumenti preziosi, sicuri, moderni ma che, sin qui, non hanno fatto breccia nelle tasche degli italiani. Si potrà raggiungere lo stesso risultato anche attraverso altre soluzioni magari più usabili e destinate a maggior successo di pubblico. Nessuna tecnologia prescelta per legge e una norma ispirata al principio della neutralità tecnologica: toccherà all’AgID, d’ufficio o su richiesta di chiunque, verificare che una determinata soluzione sia idonea a sostituire firme digitali o firme elettroniche avanzate.

Il ruolo del team

Il team ha collaborato, sin dall’inizio della propria missione, con l’ufficio legislativo del Ministero della Funzione Pubblica nel disegnare e poi scrivere il nuovo intervento normativo. Talvolta ha guidato i lavori, talaltra si è lasciato guidare. E ora sta dedicando risorse e energie nell’attuazione delle novità introdotte con il CAD.

Sta progettando e finanziando la realizzazione del nuovo registro dei domicili digitali dei cittadini, intende fare la sua parte oerché il difensore civico digitale diventi per davvero un alleato prezioso per cittadini e imprese e sta lavorando per fare in modo che nessuna delle nuove regole resti semplicemente sulla carta.

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Dal blog

Codice dell’Amministrazione Digitale: le promesse mantenute e quelle mancate

Cosa cambia con il decreto correttivo al CAD approvato dal Consiglio dei Ministri – 06/02/2018

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Ultimo aggiornamento: 12/02/2018
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