Infrastrutture digitali e cloud

In breve

Le infrastrutture digitali ricoprono un ruolo vitale per un gran numero di attività che sono parte della nostra quotidianità. Da un punto di vista strategico sono equivalenti e devono essere pertanto considerate al pari di risorse quali le reti di telecomunicazione, le autostrade, le centrali elettriche o gli acquedotti e le risorse produttive in genere. Per lo Stato rappresentano sempre più l’ossatura portante del sistema di servizi che le Pubbliche Amministrazioni utilizzano ed erogano ai cittadini. Per questo le infrastrutture digitali della PA devono essere affidabili, sicure ed economicamente sostenibili.

Nel corso degli anni, tuttavia, l’infrastruttura tecnologica della Pubblica Amministrazione è stata sviluppata e organizzata in maniera casuale, lasciando le decisioni all’iniziativa di ogni singola amministrazione, senza una visione d’insieme, un coordinamento, una pianificazione. Il risultato è una giungla di migliaia di piccoli centri di elaborazione dati (Ced).

Questo scenario pone l’esigenza di un processo di razionalizzazione dei data center esistenti, attraverso la dismissione di quelli obsoleti o non sufficientemente sicuri e affidabili. Una razionalizzazione che, grazie alle forti economie di scala, consentirebbe:

  • una consistente riduzione della spesa pubblica;
  • una maggiore sicurezza delle infrastrutture contro i rischi informatici;
  • un innalzamento della qualità;
  • una migliore efficienza energetica.

Il Piano Triennale per l’informatica nella pubblica amministrazione 2017–2019, nell’ambito di un più generale processo di trasformazione digitale del Paese, ha avviato un percorso dedicato alle infrastrutture digitali, gettando le basi:

  • per la razionalizzazione di tutte le strutture fisiche (data center) esistenti;
  • per l’introduzione di infrastrutture digitali più sicure e affidabili mediante le tecnologie di cloud computing.

Infrastrutture digitali

Il ruolo del Team

Per poter dismettere i data center obsoleti è necessario che i servizi erogati vengano migrati su altre infrastrutture. Con questo obiettivo il Team per la trasformazione digitale insieme ad AgID ha definito una strategia diversificata che prevede diverse tipologie di infrastrutture in funzione delle caratteristiche del servizio consumato o erogato dalle amministrazioni.

Le Pubbliche Amministrazioni, trattando tipologie di dati differenti e fornendo servizi disomogenei (per requisiti tecnici o livelli di affidabilità), presentano esigenze di sicurezza diverse. Per questa ragione, abbiamo previsto che:

  • per tutti i servizi delle PA che sono considerati asset strategici o servizi essenziali secondo la direttiva NIS e quindi fondamentali per la sicurezza del Paese servono delle infrastrutture dedicate dette Poli Strategici Nazionali, che erogheranno servizi infrastrutturali di tipo cloud, housing e colocation, sotto il controllo diretto dello Stato;
  • tutti i restanti servizi delle PA dovranno utilizzare servizi di public cloud erogati da Cloud service provider, qualificati ai sensi delle circolari AgID (N. 2 del 9 aprile 2018 e N. 3 del 9 aprile 2018).

Per consentire la migrazione verso Infrastrutture cloud, è stato introdotto il “cloud della PA”, un modello all’interno del quale le Pubbliche Amministrazioni possono erogare i propri servizi online agli utenti (cittadini, imprese e altre PA) e gestire, nel rispetto di requisiti minimi di efficienza e sicurezza, le applicazioni di uso interno.

Le singole PA vanno incentivate ad adottare progressivamente una strategia cloud first che dovrebbe portare a scegliere in prima istanza le soluzioni cloud più adatte alle proprie esigenze.

La strategia cloud first richiede anche un processo di migrazione che preveda strumenti e metodologie che aiutino le PA nella dismissione delle strutture fisiche e nell’aggiornamento delle applicazioni.

Nell’ambito del Piano Triennale, il Team Digitale ha definito un percorso evolutivo che possa accompagnare le PA nel processo di trasformazione, prevedendo un vero e proprio programma di abilitazione al cloud nazionale (Cloud Enablement Program – CEP) per la riorganizzazione dei processi IT in ambienti cloud, e un ambiente di lavoro (Cloud Enablement Framework) che definisce risorse, metodologie e strumenti per attuarlo.

Gli elementi principali che caratterizzano questo percorso sono tre:

  1. la riduzione dei costi e il consolidamento delle infrastrutture;
  2. il consolidamento e il potenziamento delle competenze IT della PA attraverso la creazione di Centri di competenze (”soggetti aggregatori”, ovvero amministrazioni e società in-house in grado di gestire i servizi per conto di altre amministrazioni);
  3. la creazione di una comunità allargata di tecnici, esperti e manager dell’IT per discutere, proporre standard e regolamenti dei servizi digitali, condividere informazioni, soluzioni e competenze utili.

Vantaggi per i cittadini

  • Maggiore affidabilità dei servizi pubblici;
  • maggiore sicurezza e rispetto della privacy;
  • servizi pubblici progettati in maniera nativa digitale;
  • incidenza minore sulla spesa pubblica dei servizi digitali.

Vantaggi per le Pubbliche Amministrazioni

  • Risparmi significativi da reinvestire nello sviluppo di nuovi servizi;
  • una maggiore trasparenza sui costi e sull’utilizzo dei servizi;
  • maggiore agilità nella gestione delle infrastrutture sfruttando un modello scalabile basato su servizi a consumo (come utenze domestiche);
  • maggiore efficienza per stimolare la crescita economica.

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Ultimo aggiornamento: 09/10/2019
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