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una, accessibile e consapevole

L'iniziativa

I servizi pubblici digitali dovrebbero essere accessibili davvero a tutti, nessuno escluso. Il rischio, in caso contrario, è che la trasformazione digitale del Paese finisca con l’avvantaggiare taluni cittadini – quelli digitalmente più educati e consapevoli – e con lo svantaggiare gli altri che, in Italia, sono ancora milioni.

Repubblica Digitale è un’iniziativa promossa dal Team per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’obiettivo di accompagnare il processo di trasformazione digitale con una serie di azioni di inclusione digitale finalizzate a abbattere ogni forma di divario digitale di carattere culturale.

L’iniziativa si articola in una serie di attività svolte in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati.

Perché Repubblica Digitale

Il Team per la Trasformazione Digitale è nato per avviare la costruzione del“sistema operativo” del Paese, una serie di componenti fondamentali sui quali costruire servizi più semplici ed efficaci per i cittadini, la Pubblica Amministrazione e le imprese, attraverso prodotti digitali innovativi.
Sin dalla sua nascita il Team, coerentemente alla sua mission, ha lavorato per rendere i servizi pubblici per i cittadini e aziende accessibili nel modo più semplice possibile, innanzitutto tramite dispositivi mobili (approccio “mobile first”), utilizzando architetture sicure, scalabili, altamente affidabili e basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite, nonché per supportare le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali nel prendere decisioni migliori e il più possibile basate sui dati, grazie all’adozione delle più moderne metodologie di analisi e sintesi dei dati su larga scala, quali Big Data e Machine Learning.
In questo contesto il Team sta promuovendo, coordinando, disegnando e realizzando una serie di progetti che, nel loro complesso, mirano, attraverso il digitale, a garantire un approccio antropocentrico alla relazione tra cittadini, imprese e amministrazione.
Il successo di tali progetti è presupposto irrinunciabile, necessario ma non sufficiente, perché ogni cittadino possa effettivamente esercitare i propri diritti di cittadinanza digitale.
Perché questo processo di trasformazione digitale del Paese possa produrre i risultati auspicati è indispensabile che nessuno resti indietro e che tutti i cittadini possano effettivamente accedere e utilizzare, in maniera consapevole, i nuovi servizi e strumenti di cittadinanza digitale fugando il rischio che barriere e divari culturali e educativi impediscano a taluno di beneficiare delle nuove opportunità e benefici.
È tuttavia noto che il nostro Paese, più di altri, soffre di un divario digitale di matrice culturale determinato da un diffuso e preoccupante fenomeno di analfabetismo digitale e, più in generale, da una scarsa educazione civica digitale.
L’iniziativa Repubblica Digitale nasce per provare a fornire una prima - e certamente non sufficiente - risposta a questo problema che, se non affrontato e risolto, minaccia di limitare il successo e l’efficacia di ogni azione di trasformazione digitale o, peggio, di privare taluni cittadini di ogni concreta possibilità di esercizio dei propri diritti in un contesto nel quale il digitale è destinato a diventare il modo ordinario di dialogo con l’amministrazione a ogni livello.

Con chi

L’iniziativa Repubblica Digitale nasce con l’idea che accompagnare la trasformazione digitale del Paese con azioni di carattere educativo, divulgativo e culturale costituisca un dovere civico comune dello Stato, le imprese e i singoli cittadini e che tutte le componenti della società, a partire dai media, dalla scuola e dalla famiglia, possano contribuire in maniera determinante al superamento dei divari che, attualmente, dividono il Paese.
L’idea alla base dell’iniziativa è quella di dar vita a un’alleanza quanto più ampia possibile tra enti e organizzazioni pubblici e privati e cittadini basata esclusivamente sul comune riconoscimento di taluni principi e esigenze e sulla comune volontà di affrontare con determinazione e spirito etico un problema che è comune.
Ogni amministrazione, impresa, associazione e ogni singolo cittadino, insieme e autonomamente, possono fare la differenza con azioni e gesti semplici, concreti, efficaci e capaci di accompagnare nell’ecosistema digitale chi, per ragioni diverse, non vi è ancora arrivato.

Il Manifesto

La prima delle azioni nell’ambito dell’iniziativa Repubblica Digitale è la pubblicazione e promozione di un Manifesto aperto all’adesione di enti e organizzazioni pubbliche e private con lo scopo di identificare un insieme di necessità e principi condivisi e impegnarsi congiuntamente, nel rispetto delle specificità e peculiarità di ciascuno, in un percorso comune di trasformazione culturale del Paese nel segno del digitale.

Il manifesto per la Repubblica Digitale

Gli aderenti

osservano

che la tecnologia digitale ha accelerato la trasformazione della società generando opportunità straordinarie ma anche nuovi rischi sociali

ritengono

che la trasformazione digitale possa essere interpretata come una grande occasione per “rilanciare” i principi, i diritti e i valori costituzionali che hanno fondato la Repubblica e i diritti umani fondamentali universalmente riconosciuti e come un percorso al quale siamo tutti chiamati a partecipare come cittadini, amministrazioni, imprese e formazioni sociali in vista del raggiungimento di un traguardo comune

propongono

che lo Stato, i cittadini, le formazioni sociali e le imprese collaborino insieme per sviluppare la cultura scientifico-tecnologica e contrastare ogni forma di analfabetismo digitale - per le stesse ragioni e con la stessa determinazione con la quale, nel secondo dopoguerra, si superò l’analfabetismo linguistico - nonché ogni forma di discriminazione nell’accesso agli strumenti di cittadinanza digitale

si impegnano

a promuovere azioni concrete, capaci di produrre risultati misurabili e quantificabili sulla base dei seguenti principi:

  • 1. Educazione al digitale

    Cultura informatica e competenze digitali sono requisiti essenziali della cittadinanza.

    Pubblico e privato devono investire risorse nel loro sviluppo in quanto fattori determinanti per la crescita, la competitività e il benessere del Paese, combattendo ogni forma di analfabetismo digitale anche attraverso la scuola, l’università e i mezzi di comunicazione di massa.

    Approfondisci

    Lo Stato e le imprese promuovono a tutti i livelli la diffusione della cultura informatica e delle competenze digitali tra i cittadini. Tutti i cittadini hanno il diritto di apprendere, creare e utilizzare le tecnologie digitali in un ambiente sicuro sotto il profilo tecnologico e sociale. L’educazione civica digitale, il pensiero computazionale, il linguaggio informatico e l’uso consapevole degli strumenti digitali sono competenze di base da insegnare in tutti i percorsi formativi, gestiti da soggetti pubblici e privati, e a chiunque rivolti.

    Gli insegnanti e gli educatori devono essere formati per accompagnare i discenti nell’acquisizione di adeguate competenze digitali e nello sviluppo di un’individualità digitale matura e consapevole. Lo Stato e le imprese progettano e sviluppano programmi di assistenza nei confronti delle fasce più deboli (persone con disabilità, anziani, minoranze linguistiche e culturali, eccetera) aiutando tutti ad acquisire agevolmente le necessarie competenze digitali.

    Al tempo stesso, pubblico e privato con la qualità dei loro servizi dimostrano i benefici derivanti dal possesso di quelle stesse competenze.

    Lo Stato tutela e promuove il digitale in tutte le sue forme ed espressioni, incoraggia e sostiene sia lo sviluppo di imprese che, attraverso il digitale, vogliano diventare o restare competitive sui mercati, sia l’attività di organizzazioni e associazioni per la diffusione della cultura digitale. Allo scopo di aumentare l’efficacia e la competitività dei propri servizi ai cittadini e alle imprese, la Pubblica Amministrazione valorizza le competenze digitali esistenti al suo interno e favorisce l’ingresso di nuove professionalità attraverso assunzioni e formazione specifica per introdurre competenze digitali in tutte le professioni e ruoli necessari al funzionamento dello Stato. I media pubblici e privati, offrono, incentivano e garantiscono una informazione approfondita e articolata sul complesso e pervasivo impatto della trasformazione digitale sulla società, sull’economia, sull’etica.

  • 2. Cittadinanza digitale

    La tecnologia digitale può favorire lo sviluppo di una nuova forma di cittadinanza basata su informazione di qualità, partecipazione alle deliberazioni, interazione civica e su un rapporto più efficace tra cittadini e pubblica amministrazione. Il digitale progettato ponendo attenzione ai diritti dei cittadini può diventare la lingua comune nel dialogo tra cittadini, amministrazioni pubbliche e imprese e contribuire al superamento delle diseguaglianze.

    Pubblico e privato rendono disponibili i propri servizi in forma digitale in maniera accessibile e a misura di cittadino senza creare nuove barriere tecnologiche e abbattendo quelle esistenti.

    Approfondisci

    Lo Stato e le Imprese devono essere digital by default, tutti i processi amministrativi devono essere re-ingegnerizzati in chiave digitale e tutti i servizi pubblici e privati devono essere progettati in maniera rispettosa dei diritti fondamentali, ponendo al centro le esigenze di cittadini e utenti e offerti in modalità innanzitutto digitale.

    È dovere dell’amministrazione monitorare l’efficacia e l’effettivo utilizzo da parte dei cittadini dei servizi digitali erogati e rendere disponibili al pubblico i relativi dati attraverso apposite dashboard.

    Lo Stato deve garantire a tutti i cittadini, nessuno escluso, il diritto di partecipare alla vita civile, sociale e democratica anche in forma digitale, rimuovendo tutti gli ostacoli di ordine sociale, economico, geografico, tecnologico e culturale e promuovendo con azioni concrete le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

    È dovere di cittadinanza contribuire alla diffusione della cultura digitale ponendo chiunque in condizione di beneficiare delle opportunità digitali attraverso azioni di solidarietà sociale, aiutando chi è rimasto indietro, a comprendere i vantaggi legati all’uso degli strumenti di cittadinanza digitale e, più in generale, a vivere in maniera consapevole, sicura e sostenibile l’ecosistema digitale.

  • 3. Digitale etico, umano e non discriminatorio

    Il digitale può diventare uno spazio di eguaglianza e di sviluppo delle comunità e degli individui.

    Pubblico e privato contribuiscono all’eliminazione di ogni ostacolo di ordine sociale, economico, geografico, tecnologico e culturale che può impedire di fatto l’uguaglianza tra i cittadini nell’utilizzo dei servizi pubblici e privati digitali e nell’accesso alle opportunità offerte dal digitale.

    Il digitale deve essere etico e antropocentrico. Pubblico e privato devono progettare, sviluppare e fornire i loro servizi nel rispetto dei valori etici fondamentali riconosciuti nel nostro Paese e nel resto del mondo ponendo la persona e la comunità al centro.

    Approfondisci

    Tutti i servizi digitali, pubblici e privati, devono essere accessibili e fruibili senza alcuna discriminazione.

    La società digitale deve essere inclusiva, accessibile a tutti i cittadini, senza discriminazione alcuna, né alcuna forma di divario sociale, economico, geografico, tecnologico e culturale.

    Lo Stato e le imprese progettano, sviluppano e forniscono i propri servizi e cambiano la propria organizzazione e processi interni, secondo una visione antropocentrica, puntando a semplificare la tecnologia e la burocrazia, a evitare gli sprechi e dando priorità a tutte le soluzioni che creano un impatto positivo e misurabile per i cittadini e le imprese.

    Servizi, comportamenti e processi che ostacolano la soddisfazione dei bisogni dei cittadini e il rispetto dei diritti fondamentali devono essere banditi nel contesto pubblico come in quello privato.

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Come si aderisce al Manifesto per la Repubblica Digitale

Ogni amministrazione, impresa o organizzazione può richiedere alla Segreteria organizzativa del Manifesto scrivendo all’indirizzo repubblicadigitale@teamdigitale.governo.it di aderirvi impegnandosi a realizzare entro i successivi dodici mesi almeno un’iniziativa di inclusione digitale coerente con i principi del Manifesto e a promuovere l’adesione al Manifesto da parte di altri enti e cittadini.
La richiesta deve contenere gli estremi identificativi e di contatto del soggetto richiedente, la descrizione dell’iniziativa o delle iniziative che si intendono intraprendere, nonché del processo di misurazione dell’efficacia dell’iniziativa medesima.

La Segreteria organizzativa, ricevuta la richiesta, verifica la coerenza con il manifesto e il possesso da parte dei soggetti rappresentanti del richiedente dei requisiti morali necessari all’adesione (non essere stato interdetto o inabilitato, non essere stato condannato, salvo che non sia intervenuta la riabilitazione, per i seguenti delitti: delitti contro la Pubblica Amministrazione, l’amministrazione della giustizia, la fede pubblica, l’economia pubblica, l’industria ed il commercio, ovvero per il delitto di omicidio volontario, furto, rapina, estorsione, truffa, appropriazione indebita, ricettazione e per ogni altro delitto non colposo per il quale la legge commini la pena della reclusione non inferiore, nel minimo, a due anni e, nel massimo, a cinque anni; non essere sottoposto a provvedimenti antimafia) e comunica al richiedente l’accettazione della sua richiesta di adesione, autorizzandolo altresì all’utilizzo del logo del manifesto.
La Segreteria organizzativa si riserva il diritto di revocare tale accettazione qualora il richiedente e/o i suoi rappresentanti perdano tali requisiti e/o pongano in essere comportamenti incompatibili con lo spirito e le finalità del manifesto o, comunque, tali da pregiudicare l’immagine o la reputazione del progetto o comprometterne il successo.

A seguito dell’accettazione della richiesta di adesione, la Segreteria organizzativa pubblica sulla pagina istituzionale del progetto la notizia dell’adesione del richiedente e la descrizione dell’iniziativa o delle iniziative che questi si è impegnato a porre in essere. L’aderente aggiorna periodicamente la Segreteria organizzativa dell’evoluzione del progetto e alla sua conclusione comunica alla Segreteria i risultati del processo di verifica e misurazione relativo agli obiettivi.
La Segreteria organizzativa, chiesti e acquisiti eventualmente ulteriori dati, elementi e informazioni, pubblica sulla pagina istituzionale del progetto la notizia relativa agli obiettivi conseguiti.

Partecipare a Repubblica Digitale da cittadini

Ma anche i cittadini possono partecipare all’iniziativa con una “buona azione” di inclusione e solidarietà finalizzata a accompagnare una o più persone al corretto utilizzo degli strumenti di cittadinanza digitale e, in generale, a vivere in maniera consapevole, sicura e sostenibile l’ecosistema digitale.
Sarà un po’ come aiutare un anziano a attraversare la strada. In questo caso si potrà raccontare a qualcuno in fila in un ufficio pubblico che gli stessi adempimenti possono esser fatti attraverso lo smartphone, aiutare qualcuno a richiedere un’identità digitale o precompilare online la dichiarazione dei redditi o, ancora, a fare un pagamento attraverso PagoPA.
Ma sono centinaia le buone azioni di inclusione digitale che ciascuno di noi può fare nel proprio quotidiano e non è neppure detto che debba trattarsi sempre e comunque di utilizzare un servizio pubblico digitale.
Raccontare ai più giovani - che con un’espressione decettiva chiamiamo “nativi digitali” - cosa c’è dietro all’app che utilizzano tutti i giorni o come funziona, per davvero, internet o che i contenuti che pubblicano online sono destinati a restarci per sempre, sono, egualmente, buone azioni che valgono a promuovere l’uso più consapevole del digitale nel nostro Paese.
Nessun obbligo, nessun dovere, nessuna formalità perché la solidarietà digitale dovrebbe rappresentare semplicemente il contributo di ciascuno a rendere migliore il nostro Paese ma, chi vorrà, potrà poi raccontare via social la sua buona azione contraddistinguendola con #RepubblicaDigitale e inserendo un link a questa pagina così da invitare altri cittadini a seguire il suo esempio.

Aderenti al Manifesto per la Repubblica Digitale

Hanno sin qui aderito al Manifesto:

Ultimo aggiornamento: 16/05/2019
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