Luca Bigliardi

Software Developer

Luca Bigliardi

Ho avuto il mio primo computer a 16 anni. Prima di allora ero abituato a smontare, rimontare, studiare e modificare biciclette, motorini e quant’altro mi capitasse sotto mano. Volevo fare la stessa cosa con i computer ma purtroppo con Windows non ne avevo la possibilità: per questo passai subito a Linux.

Vivendo in un paesino dove ADSL e internet veloce non arrivavano mai, non potevo far altro che collegarmi con una lentissima linea telefonica normale e non è che si potesse fare molto. Così, decisi di costruirmi una rete in casa per sperimentare con protocolli e servizi usando computer dismessi.

Confrontarsi e imparare con altre persone online era una parte importante della sperimentazione. All’epoca i Linux Users Group erano uno dei modi migliori per farlo. Conoscevo alcuni gruppi sparsi per l’Italia, ma purtroppo a Reggio Emilia, la mia provincia natale, non ce n’era neppure uno. Ho deciso di fondarlo io. Al gruppo hanno aderito da subito tanti appassionati, studenti e lavoratori in ambito informatico. Abbiamo organizzato molte iniziative per divulgare la conoscenza informatica e la filosofia open source nelle scuole e in altri contesti, e creato momenti per sperimentare.

Mi sono poi laureato a Bologna in Informatica, riuscendo ad approfondire ancor di più tutto quello che avevo imparato da solo. In quegli anni, nella facoltà i professori avevano organizzato “il corridoio”: delle postazioni per computer portatili dove era possibile sperimentare con altri studenti e imparare insieme in modo completamente autogestito. Devo al corridoio una parte non piccola di tutte le conoscenze acquisite durante la mia carriera universitaria.

La musica, oltre all’informatica, è una mia grande passione. Con alcuni ragazzi conosciuti al Linux Users Group di Reggio Emilia abbiamo avviato un progetto di musica elettronica, utilizzando solo software open source e licenze Creative Commons. Molti dei software che allora utilizzavamo erano ancora immaturi, per usarli sul palco richiedevano parecchio sviluppo per eliminare malfunzionamenti e migliorarne le performance.

Il lavoro di miglioramento dei software audio/video mi ha messo in contatto con un ragazzo che lavorava a Google e curava uno di questi software nel tempo libero. Dopo un paio di collaborazioni mi ha chiesto se ero interessato a svolgere uno stage presso Google, all’epoca studiavo ancora all’Università. Accettai senza indugio: sono partito per l’Irlanda prima per lo stage e poi, una volta laureato, per un lavoro a tempo indeterminato con la qualifica di Site Reliability Engineer. Dopo un paio d’anni a Dublino mi sono spostato a Londra, dove lavoro ancora oggi. Sono al momento in aspettativa per collaborare con il Team Digitale.

Lavorare a Google mi ha fatto crescere tanto sotto diversi aspetti. Dal punto di vista umano mi ha fatto capire come collaborare e fare gioco di squadra con persone di altre culture e molto diverse da me. Dal punto di vista tecnico mi ha permesso di lavorare sotto pressione su problemi estremamente complessi, mi ha fatto capire cosa vuol dire creare software che scali a basso costo, mi ha spinto a risolvere problemi reali in modo semplice e lineare senza introdurre ulteriore complessità.

Nell’ultimo anno, ho seguito il lavoro del Team Digitale, affascinato dalla missione che si sono proposti di portare a termine. Appena ho avuto l’opportunità ho mandato la mia candidatura e, fortunatamente, sono stato ricontattato. Ho incontrato Diego Piacentini a Londra e conosciuto tutto il resto della squadra a Roma, tra un colloquio e l’altro.

Contribuire alla missione del Team per la Trasformazione Digitale è per me un’occasione per cercare nel mio piccolo di migliorare l’Italia, di portare indietro le conoscenze acquisite come cervello in fuga per creare competenze tecniche e rendere più dinamica e funzionale la macchina pubblica

Il decreto di nomina è in fase di registrazione presso la Corte dei Conti.


Ultimo aggiornamento: 31/07/2017
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